L06-0/1.26.03.07 gm

Claudio Morici (a cura di)

Teoria e tecnica dell’artista di merda

Valter Casini Editore, pp. 154, Euro 16.00

Chiusa il 19.III.2006

Beautiful Losers

Milano, La Triennale


Una generazione contro. Perdenti di fronte alla cultura commerciale, ma scintillanti di creatività. Graffiti, video, grafica, musica e fotografia. Senza dimenticare l’emergente toy culture...


da exibart.com

Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla genereazione "pop up"

PAC Milano

8 marzo – 9 aprile 2007


a cura di

Alessandro Riva


coordinamento di

Davide “Atomo” Tinelli


Catalogo Skira


Un’arte che ha le sue radici nel writing storico e nell’estetica della bomboletta spray, ma che si nutre anche di idee nuove e di nuove forme di comunicazione diffusa, delle tecniche di “guerrilla marketing” come dei linguaggi e delle tecniche più nuove, dagli stickers agli stencil alle tante forme di “disordinazione urbana” presenti ormai ovunque nelle città di oggi.


Una generazione di artisti , sospesa tra cultura hip-hop e iper-pop abituata ad applicare la propria creatività nelle pubblicità, sulle copertine di dischi, sui manifesti, nelle strade e nell’abbigliamento.


A fine esposizione, alcune opere saranno battute all’asta dalla Porro & C., importante casa d’aste milanese che per la prima volta pone la propria esperienza a sostegno di questa “particolare” arte contemporanea.

OBEY GIANT

Intervista ad Ale Zuek da goldworld.it


Cosa fai nella vita?


“faccio foto.. vedo gente..”

ciao,


qui, ale.zuek simonetti, nyc.

quetsa è l'ultimo mio reportage su "LA RANGE GUNS CLUB" sito in Dowtown Los Angeles.

per testare qualsiasi tipo di pistola e qualsiasi tipo di calibro basta presentare la propria carta d'identità ed essere maggiorenni.

ma se ti accompagna un'adulto puoi sparare anche se hai sette anni...

puoi trovarci il padre e d il figlio che spara per la prima volta, una coppia di fidanzati, il miltare e membri di gangs impratichirsi...

"qualche volta la gente si spara accidentalmente sui piedi" -mi dice uno degli impiegati che gentilmente mi illustra sul campo come sparare con una pistolalunga come il mio avambraccio- "spesso la gente viene qui e si ammazza...."

attonito, ascolto e capisco perchè la responsabile all'entrata mi aveva fatto notare che da solo, non avrei potuto affitare alcun tipo di pistola in quanto non vogliono sentirsi responsabili


se siete interessatia questa storia contattatemi.


a presto ale.zuek

Oggi - come agli inizi della rivoluzione industriale - i capitalisti che sfruttano la manodopera sono spesso anche collezionisti d'arte. Per essere ancora piu' drastico, ricordo che, provocatoriamente, Pasolini arredo' la Villa dei Gerarchi Sadici di Salo' con quadri delle avanguardie del Novecento.

"Hai assolutamente ragione - Jaar risponde alla mia provocazione - La classe del mondo dell'arte e' probabilmente tanto sfruttatrice quanto le altre classi. E' per questo che divido il mio lavoro in tre aree: creo lavori per gallerie, musei e fondazioni, creo interventi pubblici in spazi pubblici, e insegno, dirigo seminari e laboratori. Dedico circa un terzo del mio tempo ad ognuna di queste categorie e penso che esse si completino a vicenda. In questo modo, cerco di parlare a tutti i diversi gruppi sociali: sia il mondo dell'arte, sia il pubblico piu' ampio, sia gli studenti delle nuove generazioni. Spero soltanto che qualcuno mi ascoltera' ".

Alfredo Jaar

Il lavoro è la metafora della cecità nella nostra società. Penso che viviamo in un grande paradosso oggi. Da un lato siamo bombardati da migliaia di immagini, dall'altro queste immagini non sono mai state così controllate, dai governi o da settori del privato. Per questo, io credo che abbiamo perso la capacità di vedere e reagire alle immagini. Niente più ci colpisce, nulla ha più significato. Il mio lavoro è una specie di mediazione poetica del potere delle immagini.

Nella prima sala ci sono tre storie da leggere, dopo il pubblico attraversa un labirinto e raggiunge un'altra sala dove verranno accecati da una luce molto potente. In un certo senso è come chiedere di "lasciarle splendere", come un appello a chiarire questa situazione.

Dal 2004 è impegnato nella progettazione e nella costruzione di spazi per l'arte, come ad esempio i "Culture Box" a Niigata (Giappone), oppure nella realizzazione di spazi per l'arte effimeri, come quello in carta progettato per Skoghall (Svezia) e incendiato dopo 24 ore, per sollevare le questioni della mancanza e della necessità dell'arte nella nostra vita quotidiana.

«Nella filosofia il dono è stato sostituito dall’interesse, questo è un fatto che non può essere contraddetto. Anche la stessa pretesa dei filosofi moderni di indagare sulle facoltà conoscitive ha portato, per esempio, a un allontanamento progressivo dalla spontaneità. L’interesse per il dono e per la gratuità si è spostato piuttosto nell’arte. La filosofia ha lasciato il posto all’arte. Oggi nell’arte certamente noi abbiamo il riferimento più forte a ciò che è libero e creativo. Cosa ci potrebbe essere di più vicino?»


Guido Zingari

IL DONO E L’OCCIDENTE

conversazione su un gesto inspiegabile

Audio lezione

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